Il limite dei concetti

Le relazioni tra componenti che definiscono una unità composita (sistema) come unità composita di un tipo particolare, costituiscono la sua organizzazione. (Maturana – Varela, Autopoiesi e Cognizione, p. 32)

L’organizzazione di un sistema autopoietico rimanda all’insieme delle relazioni tra gli elementi che lo compongono che sono tipiche del sistema stesso; rimanda cioè a ciò che rimane invariato nel processo di continua trasformazione; il limite oltre il quale il sistema non è più quel sistema, ma si trasforma in qualcos’altro;

quando io mi guardo dall’esterno, quando guardo al sentimento di piacere, di dispiacere, di avversione, ecc. come a qualcosa di uguale valore, cioè a cose “non vere”, cosa sto facendo?

tentando di costruire una nozione che superi questo continuo reagire, essere tirato e condizionato, cosa sto facendo? sto rispondendo a una “perturbazione” dall’esterno? sto cercando di raggiungere una condizione di equilibrio, un concetto che inglobi tutto, che comprenda tutto, che non sia soggetto a strattoni e pressioni: immune dalle perturbazioni.

Il concetto dei concetti.

Ma non c’è una contraddizione qui? Anche questo concetto è condizionato da una “perturbazione”, ha l’obiettivo di armonizzare l’organizzazione con il medium in cui opera. Rimane un concetto, e quindi frutto di una distinzione. Per quanto generale, vasto, astratto, etereo possa essere un concetto, rimarrà sempre un concetto. Prima o poi sarà soggetto a una perturbazione.

Ma che cos’è questo cercare? In fondo non sto facendo altro di diverso da quello che fanno tutti: cercano la felicità, la pace, la fine delle perturbazioni.

Sembra esserci una coincidenza tra “operare distinzioni” e “perturbazioni”. La prima operazione spezza un equilibrio, un’armonia, una pace: distingue, separa, crea tensione. Perché la condizione naturale è l’equilibrio, l’armonia. Tutto tende a tornare lì.

Rimanere all’interno dei concetti, per quanto vasti, significa continuare a rimanere all’interno di quello spazio creato col concetto stesso. E quello spazio è per definizione soggetto a “perturbazioni”. Con i concetti non si può sfuggire alle “perturbazioni”. Prima o poi mostreranno i loro limiti.

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I know that each cause has its effects, and each effect has its causes.
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