Dirigenti manager

In un articolo di Giuseppe Panissidi pubblicato sul blog di Micromega, tra le altre molte cose eterogenee, trovo scritto:

DSC_0043 (1)Oggi, invece, un esecutivo radioso ci gratifica in modo pacifico, se anche in un mondo in ambasce, con un dono “italicum” e una promessa di “buona scuola”. Se, però, il primo esibisce tratti inquietanti, la seconda, forse, non merita una completa sfiducia preventiva, poiché coltiviamo la speranza che la piaga della corruzione risparmi (almeno) le funzioni e le prerogative, oggettivamente innovative ed avanzate, del nuovo dirigente scolastico nella scelta dei docenti migliori. Soltanto un dirigente mentecatto e suicida, infatti, sul prestigio formativo del suo istituto, oltre che del suo personale, potrebbe decidere di far prevalere l’ossequio a vincoli di clientela. Del resto, nel paventare il rischio che un dirigente, in odore di corruzione o incompetenza, prediliga i peggiori, implicitamente assumiamo la necessità oggettiva della distinzione tra migliori e peggiori. (…) Rivolgiamo, pertanto, un fervido appello ai nuovi dirigenti della scuola ad avvalersi dei docenti migliori, senza disprezzare il contributo degli zoppi, anche al fine di dirozzare la crassa ignoranza di un ceto politico senza rossore, allo sbando non solo e non tanto nelle questioni di Stato, quanto e preliminarmente circa le date, putacaso, della Rivoluzione francese o di quella d’ottobre.

Ecco, è proprio questo il punto. La scelta dei docenti migliori da parte dei dirigenti, insieme ad un insieme di altre variabili (umane, molto umane) che non è possibile non considerare (e di cui ho scritto altrove), pena una visione parziale e incompleta della questione, porterà inevitabilmente (mi viene da sillabarlo a caratteri maiuscoli a mo’ di Marinetti: I-NE-VI-TA-BIL-MEN-TE) alla divisione in scuole di serie A e scuole di serie B, e a un peggioramento complessivo dei risultati del servizio di istruzione nazionale.

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