Dove vanno a finire tutti i soldi immessi nel mercato dalle banche centrali?

In un articolo su Wolf Street, Wolf Richter si pone la seguente domanda: come mai con tutti i soldi che le più importanti banche centrali del mondo hanno messo in circolo in questi anni non è partita l’inflazione? Come mai al contrario siamo in un periodo di quasi deflazione?

Quanti soldi hanno messo in circolo le banche centrali? Tantissimi. Se osservi il grafico qua sotto, ti farai un’idea della montagna di denaro nuovo che le quattro maggiori banche centrale del mondo (la FED americana, la BCE europea, la Banca centrale del Regno Unito e quella del Giappone) hanno messo in circolo. E osserverai anche come il fenomeno inizia e cresce in maniera drammatica dal 2008.

Ora, com’è che tutta questa montagna di soldi non si è tradotta in inflazione? La risposta che fornisce l’autore è che tutta questa montagna di soldi ha causato una inflazione, ma non dei prezzi dei beni di consumo (quelli che compriamo io, te e tutti i comuni mortali) bensì dei prezzi di beni di lusso, come azioni, obbligazioni, oggetti d’arte, macchine d’epoca e simili.

A questo punto ho provato a fare una veloce ricerca su Google prendendo come esempio gli oggetti artistici, e ho trovato per esempio questo grafico che mostra l’andamento degli indici dei diversi beni artistici:

Come è facile notare sono tutti in crescita, tranne due. Il secondo grafico che vi mostro è tratto dal report “Art Market Report” del Monte Paschi di Sinena:

È chiaro come l’indice del mercato degli oggetti d’arte sia aumentato tra il 2009 e il 2011 molto più degli indici borsistici.

Resta da spiegare come mai l’aumento della liquidità (della moneta, per i comuni mortali) ha causato l’aumento del valore dei beni di lusso (comprarsi un Modigliani costa oggi molto di più di tre-quattro anni fa) ma non dei beni di consumo. La risposta che fornisce l’autore dell’articolo è che la moneta immessa non è andata neanche in minima parte ai consumatori nella forma di salario. E questo perché la moneta immessa dalle grandi banche centrali è stata incanalata verso le grandi società finanziarie che l’hanno impiegata in attività finanziarie e altri beni di lusso. Questo fenomeno ha causato il rialzo di questi prodotti.

Per quanto riguarda il salario si può leggere questo breve estratto dal Rapporto globale sui salari 2014/15 della International Labour Organization:

Nel gruppo dei paesi sviluppati, i salari sono rimasti sostanzialmente fermi nel 2012 e nel 2013, con un aumento rispettivo dello 0,1 per cento e dello 0,2 per cento. In alcuni paesi — Giappone, Grecia, Irlanda, Italia, Regno Unito e Spagna —, nel 2013, i salari reali medi erano sotto il livello del 2007. (…)

Tra il 1999 e il 2013, nelle economie sviluppate, la produttività del lavoro ha superato la crescita dei salari reali, mentre la quota del lavoro nel reddito nazionale è diminuita nelle economie sviluppate più importanti — anche a causa del collegamento tra salari e produttività. In generale, nel gruppo delle economie sviluppate, durante il periodo 1999- 2013, l’aumento dei salari reali è stato più lento della crescita della produttività del lavoro.

Era già così prima della crisi, nel 2007, e, a partire dal 2009 — dopo un breve periodo nel quale lo scarto è diminuito nel momento peggiore della crisi — la crescita della produttività del lavoro ha continuato a superare l’aumento dei salari reali.

E dare un’occhiata a questo semplice grafico, sempre tratto dallo stesso rapporto:

SalariProduttività

Se considerate 1) che i ricchi-ricconi sono una piccolissima percentuale della popolazione, e 2) che dopo aver soddisfatto tutti i loro bisogni acquistando quadri-gioielli-yacht-macchine di lusso ecc. gli rimane in saccoccia un fracco di soldi, quei soldi che gli rimangono li investono in titoli finanziari o simili. Insomma, la maggior parte della massa di moneta messa in circolo dalle banche centrali ritorna nel circuito finanziario e lì si ferma a gonfiare la bolla fino al prossimo botto.

E meno male che ce la prendiamo con le spese improduttive dello stato!!!!

Annunci

Informazioni su sandroarcais

I know that each cause has its effects, and each effect has its causes.
Questa voce è stata pubblicata in banche, banche centrali, capitalismo, economia, finanza. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...