L’arma dell’immigrazione nella strategia del caos

Udo Ulfkotte è un giornalista tedesco che si è pentito di avere fatto queste cose:

 

La cosa più sensata che ho trovato in rete sul personaggio è questa:

Ulfkotte non è credibile, primo perché è palesemente una banderuola, lo è sempre stato, basta guardare la sua pagina wiki per capire come abbia sempre fatto quello che gli dicevano di fare. E’ uno che ha vissuto in medio oriente, è diventato mussulmano, poi si è riconvertito al cristianesimo diventando uno zelante “born again christian” che ha organizzato movimenti anti-islamici e xenofobi in Germania. E poi è reo confesso: per decenni non ha avuto alcun problema a mentire spudoratamente.

Non mi fiderei di lui, neanche se mi dicesse “piove” mentre mi sto inzuppando sotto la pioggia.

Lo stesso dicasi di Russia Today, di cui ci si può fidare come del New York Times, o del Foglio di Giuliano Ferrara. Vale a dire zero.

Però so anche che Ulfkotte dice la verità.

Lo ha scritto Enrico Carotenuto sul sito coscienzeinrete.net.

Oggi (7 maggio 2016) vocidall’estero.it pubblica la traduzione di un articolo di Ulfkotte che risale all’ottobre del 2015. L’articolo ha come tema l’atteggiamento uniforme e acritico dei grandi media tedeschi nei confronti del problema del fenomeno dell’immigrazione, e lo paragona alla identica uniformità e acriticità manifestata in occasione dell’ingresso della Germania nell’Euro. Ecco come la traduzione è introdotta:

Da Russia Insider la denuncia di un giornalista tedesco controcorrente (in origine apparsa su Kopp Online) sul clima di appiattimento conformistico della grande informazione tedesca. Udo Ulfkotte traccia un parallelo tra l’atteggiamento tenuto dai maggiori media al momento dell’ingresso nell’euro – negare ogni rischio e diffamare chi sollevava obiezioni – e quello di oggi nei confronti della crisi dei rifugiati. Adesso come allora i mezzi di informazione seguono uno schema propagandistico, negando ogni problema e marchiando come “nazionalisti” o “xenofobi” coloro che mettono in guardia contro i disastri che potranno scaturire dal combinarsi della crisi dell’euro con quella dei rifugiati.

complottismoChe sulla questione degli immigrati si stiano giocando giochi sporchi, solo chi ha il sacro terrore di essere accusato di complottismo fa di tutto per non vederlo. L’umanitarismo, l’accoglienza, l’ideale del buon Samaritano, sono valori che per chi li vive con sincerità sono difficili da relativizzare e far convivere e bilanciare con altre considerazioni, ma troppe sono le cose che non tornano.

A cominciare dal fatto che chi si spende maggiormente per una politica di accoglienza in Europa, di distribuzione dei rifugiati, ecc. sono (o erano?) le stesse classi dirigenti che impoveriscono da anni con la politica di austerità i propri cittadini, e affiancano gli USA nella loro politica di destabilizzazione della Siria e della Libia (e di tutto il Medio Oriente e il Nord Africa in generale).

E poi ci sono tutta una serie di faccende strane come queste:

un giornale austriaco vicino alle forze armate “sarebbe venuto a conoscenza di un rapporto interno dello Österreichischen Abwehramts (i servizi d’intelligence militari di Vienna) secondo cui, in base alle informazioni di un anonimo insider, organizzazioni non governative statunitensi finanzierebbero il traffico di immigrati illegali verso l’Europa, con specifico riferimento alla via del Mediterraneo centrale, quella che porta dalle coste libiche all’Italia meridionale.” (la notizia la traggo da qui) L’articolo risale all’agosto del 2015, capite ora come mai proprio ora, dopo che la rotta balcanica è stata sigillata, l’Austria ha rafforzato i controllo alla frontiera del Brennero?

il primo ministro ungherese Viktor Orban ha accusato esplicitamente il finanziere miliardario George Soros di appoggiare non solo con le idee, ma anche con interventi concreti delle varie organizzazioni da lui finanziate, l’immigrazione dalla Siria (vedi qui e qui). Sempre Soros con le sue organizzazioni spunta fuori nel rapporto dei servizi segreti austriaci (vedi qui)

il sospetto che esista un accordo informale tra governo italiano e governo maltese “attraverso cui l’Italia avrebbe accettato di farsi carico di quasi tutti gli sbarchi dei rifugiati, in cambio dell’acquisizione dei diritti di trivellazione per l’estrazione del petrolio nelle acque di Malta.” (vedi la notizia qui, qui e qui)

Sullo sfondo quella che sembra delinearsi come una strategia: creare il caos e governare grazie a quello. Godetevi questo video in cui George Friedman, amministratore delegato della STRATFOR (insomma un’impresa privata americana di spionaggio, mica un blog di complottisti) ci disegna addosso il futuro:

 

Ma ricordatevi: non è più il tempo di riposarsi su comodi schieramenti (“se gli americani sono i cattivi, allora mi metto con Putin, che si sta dimostrando tanto buono e amichevole” (sì, domani…)), perché quella che si sta combattendo in questi tempi è una guerra che punta a creare confusione, incertezza, spaesamento, e quindi manipolabilità. E i russi in questo tipo di guerra sono abilissimi (vedi questo interessante articolo in proposito).

Ci vorrebbe una bussola.

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