Federico Dezzani. Il sinistro scricchiolio delle banche: ultimo stadio dell’eurocrisi

46-Masaccio-cappella-Brancacci-La-cacciata-dallEden-partic-1024x615Qual è l’origine del malessere del sistema bancario italiano? Qual è la ragione per cui gli investitori, dopo l’introduzione del “bail in”, evitano con cura gli istituti di credito nostrani? Dopotutto, non erano usciti con la testa alta dalla crisi dei mutui spazzatura, costata il salvataggio pubblico delle banche francesi, tedesche, inglesi, belghe, etc.?

Il relativamente repentino cambiamento di salute delle banche italiane è dovuto alla loro trasformazione in “sentina” dell’eurocrisi, ossia in quella parte della nave dove confluiscono tutti i liquami prodotti dalle politiche di austerità adottate per salvare l’eurozona.

Nel momento in cui, l’euro non evolve in un’unione 􀂠scale, ma rimane un puro e semplice regime a cambi fissi, le politiche di svalutazione interna per riequilibrare le bilance commerciali producono, infatti, recessione e disoccupazione, che, a loro volta, si ripercuotono nel volgere di pochi mesi sulle finanze pubbliche e sui bilanci della banche. Il quadro è ancora peggiore se permangono i dubbi sulla tenuta del regime a cambi fisso (l’euro) ed il Paese in questione ha un elevato debito pubblico: in tal caso, ed è l’esperienza italiana, gli istituti di credito sono obbligati ad accollarsi l’enorme quantità di titoli di Stato gettati sul mercato e/o non più sottoscritti dagli investitori esteri.

Volenti o nolenti dall’euro usciremo. Leggi tutto l’articolo.

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