O il mercato o la democrazia (Ci disprezzano 3).

In fondo è questo il dilemma a cui siamo di fronte. O è la democrazia che piega il mercato alle sue esigenze e bisogni; o è il mercato che annulla la democrazia e rende tutto e tutti funzionali alle esigenze di chi lo guida (c’è qualcuno che crede ancora alla “mano invisibile” del mercato o che il funzionamento del mercato sia “naturale”? Si? Allora gli consiglio di soddisfare il suo bisogno di sovrannaturale rivolgendosi a Dio, Allah, Manitou o simili. Ce ne sono tanti in giro per il mondo di dei, e di sicuro uno qualsiasi di loro lo renderà migliore e più umano).

C’è chi ha già scelto.

Il ministro dell’economia Carlo Calenda ha già scelto con chiarezza il mercato. Ho già parlato di lui e del suo giudizio su noi, popolo di governati inquieti da fronteggiare, in un recente post. In estrema coerenza con lo spirito di quelle sue parole e pensieri, l’ultima del nostro sinistro ministro dell’economia è la seguente:

  • la Commissione Europea è arrivata sin dal 2014 a un accordo commerciale e regolamentare con il Canada, il CETA (sottolineo “commerciale e regolamentare”, laddove sono i secondi a suscitare la maggiore opposizione; sul CETA puoi vedere qui e qui);
  • ora si tratta di approvarlo;
  • le opzioni sono due: o l’accordo è da considerare solo commerciale, e allora lo approva il solo Parlamento Europeo, o è da considerare misto, commerciale e regolamentare, e allora lo approva ciascuno dei Parlamenti dei 28 paesi aderenti alla UE;
  • della questione hanno discusso recentemente i ministri del commercio dei 28: il parere della Commissione è quello di demandare la decisione al solo parlamento europeo, alcuni paesi appoggiano tale soluzione, altri propendono per una ratifica dei parlamenti nazionali;
  • in merito alla questione il sinistro nostro ministro all’economia ha scritto alla commissaria al Commercio Cecilia Malmström: cosa le avrà scritto, secondo voi? Avrà difeso la sovranità del nostro parlamento o lo avrà trattato da strumento vecchio che non serve per riprendere il timone della globalizzazione?

Se siete curiosi, scopritelo qui e qui.

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I know that each cause has its effects, and each effect has its causes.
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