Una parte dell’Europa è già in guerra …

… e ci vuole trascinare dentro anche l’altra.

Anna Elzbieta FOTYGA - 8th Parliamentary term

Anna Elżbieta Fotyga è polacca, membro del Parlamento europeo e del suo ufficio di presidenza. Appartiene al gruppo dei Conservatori e Riformisti europei. La signora Fotyga è anche presidente della Sottocommissione per la difesa e sicurezza e membro della Commissione affari esteri, sempre del Parlamento europeo.

vjl4mm2djszcBogdan Andrzej Zdrojewski è anche lui polacco, anche lui membro del Parlamento europeo, ma appartiene al gruppo del Partito Popolare Europeo (Democratici-Cristiani). Il signor Zdrojewski è membro Commissione per la cultura e l’istruzione.

Il 2 maggio del 2016 la Commissione affari esteri presenta al Parlamento europeo una proposta di risoluzione “sulla comunicazione strategica dell’UE per contrastare la propaganda nei suoi confronti da parte di terzi”. Relatrice della proposta è la signora Fotyga.

Prima di presentare la sua proposta di risoluzione al Parlamento europeo, la Commissione affari esteri chiede un parere alla Commissione per la cultura e l’istruzione. La Commissione per la cultura e l’istruzione si mette al lavoro e il 5 aprile incarica il signor Zdrojewski di relazionare sul suo parere. Nel suo documento, la Commissione per la cultura e l’istruzione suggerisce prima di tutto

l’istituzione dell’équipe East StratCom, all’interno del Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE), con l’obiettivo di contrastare la propaganda antieuropea e la disinformazione;

e in secondo luogo

di rafforzare i media indipendenti, in particolare nel vicinato dell’UE

Cominciate a cogliere l’humus culturale da cui cresce questo fiore avvelenato? Ma non è tutto. Infatti, come “rafforzare i media indipendenti“? Semplice:

sostenendo i giornalisti …

Sostenendo i giornalisti“? E come, concretamente? Chi dovrebbe “sostenerli“? Quale istituzione? E che fine farebbe, di grazia, l’indipendenza dei media indipendenti?

… e lo sviluppo di programmi di rafforzamento delle capacità destinati agli attori del settore dei media,

programmi di rafforzamento delle capacità“? Organizzati da chi? di che capacità si sta parlando?

(Non dimenticatevelo: di queste cose si sta ragionando nel Parlamento europeo)

e infine attraverso la creazione di

opportunità di formazione per i giornalisti e tirocini presso i media con sede nell’UE, onde facilitare lo scambio di buone pratiche.

Il tutto, pare di capire, sotto lo stimolo e la supervisione di qualche sottocommissione di qualche sottodivisione di qualche sottodipartimento di qualche sottounità operativa di un qualcheaccidentidiroba dell’Unione europea che se non fosse dannosa potrebbe anche rimanere ad ammuffire lì dov’è.

Fatto il suo splendido lavoro, la Commissione per la cultura e l’istruzione spedisce i suoi democraticissimi suggerimenti alla Commissione affari esteri, la quale ci lavora sopra e, come scritto sopra, il 2 maggio sforna la sua proposta di risoluzione che abbraccia in pieno i suggerimenti ricevuti. Da questa proposta, prima di tutto, veniamo a sapere che siamo già in guerra con la Russia e sotto il suo attacco,

considerando che la guerra dell’informazione nei confronti dell’Occidente, introdotta per prima dall’Unione sovietica, da allora forma parte integrante della guerra moderna e si rivolge non solo ai partner dell’UE, ma anche a tutti gli Stati membri e ai cittadini, indipendentemente da cittadinanza o religione;

(…)

invita le istituzioni UE a riconoscere che la guerra dell’informazione non è solo una questione esterna UE, ma anche una questione interna;

e che in  questa guerra di informazioni e propaganda, la Russia fa il paio con lo stato islamico

considerando che Da’esh e vari altri gruppi terroristici islamici hanno spesso utilizzato strategie di comunicazione nel quadro delle loro azioni contro l’Occidente

La Commissione affari esteri fa sostanzialmente propri i suggerimenti della Commissione per la cultura e l’istruzione, e infatti chiede

che la task force di comunicazione strategica dell’UE sia rafforzata trasformandola in una unità a pieno titolo all’interno del SEAE, responsabile per l’est e per il sud, con idoneo personale e adeguate risorse di bilancio;

e alla Commissione chiede

di avanzare una proposta per una soluzione flessibile che possa fornire sostegno diretto agli organi di stampa indipendenti e consentire di indirizzare le risorse aggiuntive ad organizzazioni che abbiano la capacità di farlo, come il Fondo europeo per la democrazia.

Infine, la Commissione affari esteri propone al Parlamento di invitare

la Commissione e gli Stati membri … a creare centri media indipendenti, a sostenere la diversità dei media e lo scambio delle migliori pratiche e delle informazioni in tali ambiti;

339581550

****

Naturalmente sugli organi di stampa nazionali non c’è traccia di questa iniziativa che arriva dalle pianure sabbiose della Polonia, i cui milioni di fantasmi sepolti sembra che stiano cominciando a risvegliarsi. Solo un articolo ospitato sul blog di Beppe Grillo. Alla fine, i due attivi parlamentari polacchi potrebbero scoprire che molto del lavoro che propongono è stato già fatto.

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