Degenerazioni

Una lucente mela marcia

Avete presente la Coop? Sapete, quelli che “La Coop sei tu … Chi può darti di più?”.

Bene.

Leggetevi questo annuncio che risale al gennaio del 2015:

Coop Lombardia, da sempre attenta alle problematiche sociali e sensibile alle difficoltà dei giovani ad avvicinarsi al mondo del lavoro, promuove un progetto che coinvolge da vicino tutti i suoi Soci. Insieme a Legacoop Lombardia, e in collaborazione con CEREF e CE.SVI.P. Lombardia è stato sviluppato il progetto Coop per i giovani, che offrirà a molti ragazzi, dai 18 ai 29 anni, l’opportunità di frequentare tirocini formativi retribuiti della durata di sei mesi presso alcune delle cooperative di Legacoop Lombardia.

I Soci di Coop Lombardia potranno essere protagonisti attivi dell’iniziativa semplicemente donando una parte dei propri punti socio, mentre i giovani interessati ad avvicinarsi al mondo del lavoro anche attraverso questa iniziativa possono candidarsi online per partecipare al progetto.

Il neretto è del testo originale, il sottolineato rosso è mio. Vi invito a misurare la portata della mascalzonaggine dell’iniziativa e della comunicazione e il cinismo ipocrita della Coop.

La mascalzonaggine dell’iniziativa sta nel fatto che la Coop fa pagare ai propri clienti il lavoro dei tirocinanti.

La mascalzonaggine della comunicazione sta nel fatto che spostano l’attenzione del lettore (e dei clienti) dalla vera natura e scopo dell’iniziativa (vedi sopra).

Il cinismo ipocrita della Coop sta nell’ammantare di preoccupazione, sensibilità e attenzione per le “problematiche sociali” e “le difficoltà dei giovani ad avvicinarsi al mondo del lavoro” quella che non è altro che una sporca trovata.

Una connessione

L’attuale ministro del lavoro, Giuliano Poletti, quello del Jobs Act, quello secondo cui

Dovremmo immaginare contratti – ha detto ancora – che non abbiano come unico riferimento l’ora di lavoro, ma misurare l’apporto dell’opera. L’ora di lavoro è un attrezzo vecchio. (vedi)

oppure

Un mese di vacanza va bene, anche uno e mezzo può andare. Ma non c’è un obbligo di farne tre, senza fare nulla. (…) Magari un mese potrebbe essere passato a fare formazione. (vedi)

quello che è convinto che peggiorando le condizioni del lavoro si fa ripartire l’economia.

Ecco, quel Poletti Giuliano oltre che essere stato ex membro del PCI emiliano, è stato presidente della Legacoop dal 2002 al 2014.

Una ipotesi

I veri ispiratori della politica sul lavoro del governo Renzi non sono la JP Morgan o la Trilaterale o la Spectre. I veri ispiratori di tutta la politica sul lavoro e sulle grandi opere del governo Renzi sono quelli della Legacoop con la sua esperienza decennale nei grandi appalti e di sfruttamento spinto dei suoi lavoratori.

Sarebbe vero, cioè, ciò che scrive Sandro Moiso, recensendo un libro di Antonio Amorosi sul mondo Coop (Nessuno tocchi il sistema. I tentacoli avvelenati di una economia parallela)

In realtà, però, lo scambio di favori tra aziende della grande distribuzione, banche di credito cooperativo, cooperative di servizi e cooperative di produzione (soprattutto del settore edilizio) e mondo politico ha finito quasi col determinare i programmi politici e le priorità economiche di quasi tutti i governi degli ultimi anni. Dalle Grandi Opere al Jobs Act, dalla gestione dell’ “emergenza immigrazione” al salvataggio delle banche attraverso la rovina dei piccoli risparmiatori, dalla raccolta ed eliminazione dei rifiuti urbani e tossici all’organizzazione dei servizi alla persona, tutto sembra essere determinato da ciò che il modo della cooperazione ritiene prioritario.

Una conclusione

Ci vuole stomaco a sopportare tutta questa merda ipocrita, cinica, ottusamente astuta e stupidamente furba.

Dovrò intensificare le mie sedute di meditazione.

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Informazioni su sandroarcais

I know that each cause has its effects, and each effect has its causes.
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