Hartz IV, Jobs Act, Loi de Travail: l’inferno Europa.

Solo il filtro della TV, della presstituta, della nostra dipendenza dal desiderio, del nostro allenamento sin da neonati a consumare (ah!, quelle intere famiglie che passano i pomeriggi nei centri commerciali …), della nostra mente condizionata da ore e ore di pubblicità, ci impedisce di “comprendere” quello che vediamo. E non lo comprendiamo neanche quando lo vediamo (quando anche lo “vediamo”) perché per noi il mondo è quello lì in cui sguazziamo. Non ce ne può essere altro. Per definizione. E anche se c’è sempre quella strana sorda inquietudine che ci ronza dentro, le promesse di questo mondo sono sempre lì ad allettarci, oppure questo mondo mette a disposizione in abbondanza i mezzi con cui “stupirci” e mettere a tacere per un po’ quel ronzio.

Come spiegare in altro modo l’acquiescenza alla precarizzazione, impoverimento, dequalificazione, detutelizzazione, sottomissione, alienazione del lavoro che, partita dalla Germania, è in corso in tutta Europa?

Tutto è cominciato con le riforme Hartz in Germania. Tutti guardiamo alla Germania come un esempio da seguire. Ecco alcune informazioni sull’esempio che stiamo inseguendo:

un video della Rai sulla Hartz IV, il fondo del barile dove si depositano i nuovi schiavi

un articolo su Lettera43, in cui si viene a sapere che in Germania una donna inserita nel programma Hartz IV può essere costretta a rispondere a una chiamata proveniente da un bordello per fare la prostituta

un articolo su Voci dall’Estero, in cui si viene a sapere che in Germania 1 bambino su 7 dipende dai sussidi statali previsti dal sistema Hartz IV

un secondo articolo su Voci dall’Estero, in cui si viene a sapere che «l’Hartz IV non ha un impatto diretto sulla disoccupazione ma, al contrario, va a creare un crescente substrato di sottoccupati»

Un’ultima riflessione prima di chiudere. Questa ostinazione a perseguire un sistema sociale basato su sottoccupazione, precarietà, sussidi piuttosto che lavoro decente, povertà e insicurezza dilagante, ignoranza diffusa è un errore delle nostre classi dirigenti europee o è un progetto consapevolmente perseguito? I nostri dirigenti europei sono stupidi e ottusi o sono abilmente infidi?

Penso sia importante dare una risposta a questa domanda: se la riposta è la prima, si tratta solo di mostrare a quanti più possibile l’errore; se la risposta è la seconda, la battaglia comprende il primo obiettivo ma si tratterà di essere pronti anche a gestire l’allargamento della “strategia della tensione” che per ora sta agendo soprattutto in Francia (notato? passata la Loi Travail, pausa negli attentati). Per scegliere quale delle due risposte sia la più probabile, dare una sbirciatina alla storia.

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I know that each cause has its effects, and each effect has its causes.
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