Chi ha votato NO e perché

Dall’analisi del voto emerge netto che hanno votato NO alla deformazione costituzionale i disoccupati

referendumdisoccupati

soprattutto se giovani

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e meridionali

referendumdisoccupatigiovani

e i poveri

referendumreddito

 

Il Sole24Ore interpreta il voto di questi (giovani) disoccupati poveri come

più un voto antisistema che una difesa del testo della Carta

Il giudizio a parer mio è miope per due motivi.

Prima di tutto, sarà pur vero che quel 60% di (giovani) disoccupati meridionali poveri non è composto da esperti costituzionali, ma il loro voto è nei fatti una scelta netta a favore dei primi articoli della nostra Carta costituzionale

“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.” (art. 1)

“È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.” (art. 3)

“La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.” (art. 5)

“Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.” (art. 5)

e un rifiuto nei fatti dell’articolo 81 modificato nel 2012

Lo Stato assicura l’equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio, tenendo conto delle fasi avverse e delle fasi favorevoli del ciclo economico.

laddove il patto di bilancio impedendo le spese a defict impedisce di fatto politiche espansive del lavoro.

In secondo luogo, quel 60% di (giovani) disoccupati meridionali poveri non sarà pure composto di esperti di economia e nello specifico della politica economica imposta dall’Ue, ma essi sono le prime vittime delle politiche di austerità imposte dalla Germania all’Europa attraverso lo strumento della Ue.

Concludendo: quel 60% di (giovani) disoccupati meridionali poveri nei fatti ha votato contro lo stravolgimento dei principi primi della nostra Carta costituzionale, di cui questa deformazione voleva essere l’ultimo atto, e contro l’austerità europea. E dal momento che la Ue continua a non voler capire, di fatto anche contro la Ue.

All’estero e tra i burocrati della Ue questo fatto è molto chiaro. Ho idea che qui da noi, anche tra molti che hanno votato NO e che hanno molti più strumenti culturali di quel 60% di (giovani) disoccupati meridionali poveri, la cosa non sia ancora così chiara. Forse gli ci vuole un’altra bella dose di austerità europea, privatizzazioni e magari l’intervento della Troika, per aprire finalmente gli occhi.

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