Che mondo è quello in cui esiste una disoccupazione naturale?

Questa è l’ultima fotografia della disoccupazione in Italia.

Tu che leggi questo post molto probabilmente sei una persona normale. E come tale, di fronte a un dato di questo tipo hai la sensazione che esista un problema e sei portato naturalmente a pensare che la disoccupazione al 12% (al 40% quella giovanile) sia percepita anche dal governo come un problema. Magari il governo adotta le soluzioni sbagliate ritenendole giuste ed efficaci (leggi Jobs Act), magari vorrebbe tanto ma non può intervenire per esigenze di pareggio di bilancio, magari gli prudono tanto le mani dalla voglia di intervenire, ma l’Europa …

(da quando mi occupo di e mi informo su euro, unione europea, neoliberismo, grande finanza, terrorismo, ecc. il mio umore è decisamente peggiorato)

Bene, niente di tutto questo. La disoccupazione è quella che è perché così deve essere: 12% è la disoccupazione naturale per l’Italia. 12% è quel livello di disoccupazione che assicura che in un’economia non si inneschino spinte inflattive. Quei 3 milioni e più di italiani devono essere disoccupati per tenere bassa l’inflazione.

(la mia generazione è cresciuta con una idea semplice in testa: lo Stato ha il dovere di soddisfare i diritti sociali dei propri cittadini; e con quella a lei speculare: i cittadini hanno il diritto a veder soddisfatti dallo stato una serie di bisogni; questa idea è ora profondamente in crisi, addirittura irrisa, messa alla berlina: una idea da sfigati; in un mondo in cui lo stato si disinteressa della sorte dei propri cittadini si sta molto peggio)

Secondo i neoliberisti le economie devono essere completamente aperte e i fattori produttivi (capitali, merci, lavoro) completamente liberi di circolare. Il mondo sognato dai neoliberisti

(e, ahimè, in ottimo stato di avanzamento)

è un mondo di competizione continua e a tutti i livelli: multinazionali, stati, individui. La competizione determina le situazioni e le gerarchie.

Se la tua disoccupazione è al 12% (così ragiona il neoliberista) questo è un decreto immodificabile della competizione globale. È la tua disoccupazione naturale. Non ci puoi fare nulla. Te la devi tenere. Nel mondo costruito dal neoliberista ogni mossa conferma per definizione questo dato di fatto.

Il mondo del neoliberista è il mondo del fatto compiuto che non poteva che compiersi così come si è compiuto dal momento che tutte le altre possibilità sono state rese per decreto (artificialmente) impossibili. Prendiamo per esempio il dogma della inflazione fissa e bassa. Perché mai l’inflazione deve rimanere bassa e fissa? Negli anni Novanta ci hanno riempito la testa con l’idea che l’inflazione era causata dalla scala mobile e che danneggiasse prima di tutto i lavoratori (ricordate Modigliani sguinzagliato in Italia a fare propaganda a favore di questa idea? Modigliani, il premio Nobel Modigliani, sguizagliato, come un cagnaccio). Seguitemi ora in questi semplici 4 passaggi:

  1. L’inflazione cresce quando i prezzi crescono.
  2. I prezzi crescono quando i produttori tentano di scaricare su di loro (i prezzi) eventuali aumenti salariali per difendere i loro margini di profitto.
  3. I salari aumentano se i lavoratori posseggono maggiore forza contrattuale.
  4. I lavoratori hanno maggiore forza contrattuale se la disoccupazione scende.

Un altro mondo possibile esiste. Ma è un mondo in cui i lavoratori hanno più potere sui meccanismi di distribuzione della ricchezza. Il neoliberista non vuole questo mondo. Ma siccome il neoliberista vuole che gli affari continuino, e siccome la depressione non è un grande stimolo a consumare, la sua non può essere una brutale repressione pura e semplice. Gli sconfitti si rattristano e comprano di meno. Quindi il neoliberista mistifica, inventa una realtà artificiale che spaccia come naturale e occulta la realtà. Ma se è necessario, quando il perdente nella competizione globale mette in discussione le regole del gioco, allora il neoliberista sa essere brutale e violento. Prima usa gli strumenti finanziari, ma se non bastano quelli passa alle maniere forti: terrorismo, servizi segreti, attentati, colpi di stato.

(aprire gli occhi sulla brutalità del mondo creato dal neoliberista è angosciante; causa un periodo di lutto da superare; è come essere improvvisamente catapultato nell’Europa tra le due guerre; c’è un periodo di spaesamento da superare; e poi ti ritrovi solo, e la solitudine non è bella per animali sociali ed empatici come noi siamo)

 

 

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