Armi chimiche e mass media: come farci accettare una guerra in Siria

Dopo gli orrori delle due guerre mondiali, il desiderio di pace e il ripudio della guerra sono sentimenti così radicati nella coscienza dei popoli europei e del mondo, che la guerra non si giustifica più da sé, ma ha bisogno di una motivazione “nobile”. Da allora, tutte le guerre imperialiste sono state giustificate con la presenza di un “nemico” disumano e crudele da scacciare, nel nome della “libertà” e della “democrazia”. (…) Dopo il 1991, tutte le guerre sono state spacciate per “missioni di pace”, o come guerre necessarie per eliminare dal mondo la minaccia di un tiranno folle, omicida e guerrafondaio. Prima la Jugoslavia di Milosevic, poi l’intervento in Afghanistan nel 2001, poi la grande vergogna, nel 2003, dell’invasione dell’Iraq da parte degli USA e della coalizione dei volenterosi.

(…)

La propaganda martellante ricostruisce l’immagine del “mostro”, del dittatore sanguinario da sconfiggere, del “nuovo Hitler” che tutto il mondo europeo e nordamericano deve odiare e temere. Le immagini delle vittime di quella guerra, i cui principali responsabili non sono in Medio Oriente ma nei ricchi salotti d’Europa e d’America, circolano senza sosta con l’obiettivo di alimentare il sentimento d’urgenza, l’idea che sia necessario intervenire subito per liberare il mondo da quell’orrore. Un pensiero unico che ingloba tutto, di cui finiscono vittime anche e soprattutto coloro che si ritengono armati di critica e buon senso, in cui la verità scompare o finisce per diventare un arma nelle mani di chi ha il potere. È in situazioni come questa che emerge con forza quanto, per dirla con Gramsci, la verità sia rivoluzionaria. In tanti, fra i nostri amici, colleghi o coetanei, invocano e continueranno a invocare la necessità di un intervento in Siria, animati dalle più candide convinzioni, magari inconsapevoli del fatto che le loro parole alimentano le ragioni di una guerra che non sarà fatta per la democrazia o per ragioni umanitarie, ma per la depredazione, la sopraffazione e la spartizione del Medio Oriente fra le potenze imperialiste.

Tratto da Senza Tregua, Armi chimiche e mass media: come farci accettare una guerra in Siria.

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