Bombardamento Usa in Siria: Tre considerazioni invitano alla prudenza

Quando veniamo tempestati da notizie a proposito di un “massacro” finalizzate a giustificare i bombardamenti degli Stati Uniti è fondamentale portare alla memoria i precedenti storici.

Nel 2003, le “armi di distruzione di massa” erano già servite come pretesto a George Bush per far precipitare l’Iraq in un inferno. All’epoca l’avevamo chiamata menzogna, una “media-menzogna”: non ci credevamo. Ora tutti lo riconoscono, ma per gli iracheni è troppo tardi.

Nel 2013, Damasco era già stata accusata di un attacco con armi chimiche ma l’indagine ufficiale delle Nazioni Unite (ancorché fortemente infiltrata da parte degli Usa) non era riuscita a individuare le responsabilità. Per contro, il Massachusetts Institute of Technology (USA) aveva accusato i ribelli.

Nei miei scritti, ho spiegato come ogni guerra è preceduta da una grande bugia dei media (Vietnam, Panama, Iraq, Jugoslavia, Palestina, Afghanistan, Libia, Siria, Costa d’Avorio). Si tratta di una tecnica tesa a condizionare l’opinione pubblica. Conviene non lasciarci manipolare, ma riflettere.

Tratto da Michel Collon, US bombing of Syria: three thoughts to urge caution. Traduzione dell’articolo in Resistenze.org

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