Vaccini e governo mondiale

Vaccini e governo mondiale

Sandro Arcais

 

AVVISO PER I FONDAMENTALISTI DEL VACCINO: io non sono contro i vaccini e questo post non ha come tema la necessità o meno di raggiungere il 95% dei vaccinati. Questo post è contro la manipolazione dell’opinione pubblica, è contro il procurato allarme, è contro i centri di decisione che siano sottratti alla sovranità popolare, è contro il metodo di governo neoliberista e globalista a colpi di decreti-legge ingiustificati, è contro la governabilità come bene supremo, è contro la criminalizzazione dell’opposizione o di chi la pensa diversamente, è contro i preconcetti, i pregiudizi, gli anatemi, la chiusura mentale, è contro i mentalmente pigri che come patelle o cozze non si schiodano dalla loro piccola roccia e l’unica cosa che sanno ribattere a un ragionamento non è un altro ragionamento o altri dati, ma lo scherno, l’accusa, il dileggio, la pigra catalogazione. Se sei uno di questi ultimi, non continuare a leggere e torna a rifugiarti nel tuo piccolo scoglio, altrimenti potrebbero venirti le vertigini.

Se insisto tanto sulla questione del recente decreto-legge sull’obbligo della vaccinazione è perché lo ritengo emblematico di un modo di governare tipico che si è imposto in Italia sin dai primi anni Novanta del secolo passato e che vede lo svolgersi di due processi indirettamente proporzionali: la perdita progressiva di sovranità nazionale e l’accettazione di una sempre maggiore subalternità a centri decisori internazionali del tutto fuori controllo dalla discussione e dalla legittimazione popolare.

1. Storicamente la sconfitta di alcune malattie infettive non dipende dai vaccini o, se lo dipende, lo dipende in minima parte. Prendiamo come esempio il morbillo (perché è il morbillo ad essere assurto recentemente a “incubo”), e osserviamo i seguenti grafici, che riguardano

l’Italia

 

l’Inghilterra

 

gli Stati Uniti

 

È lampante che il grosso del lavoro nella sconfitta del morbillo quale malattia mortale lo hanno fatto altri fattori. Lo so che tutto ciò cozza con il racconto prevalente, che non distingue il tasso di mortalità dal tasso di infezione. Lo so. Ma non ci posso fare niente. I dati sono questi. La mortalità da morbillo si era sulla via di sconfiggerla del tutto senza vaccino.

Il vaccino ha avuto e ha un ruolo evidente nell’abbattere il numero di coloro che si ammalano di morbillo ogni anno (se torni al grafico relativo all’Inghilterra ti renderai conto di ciò). Sostanzialmente il vaccino ha sostituito il vecchio metodo delle mamme di far immunizzare i propri figli semplicemente facendogli “prendere” il morbillo dal fratello ammalato.

 

2. Non sembra esserci una stretta e univoca correlazione tra tasso di vaccinazione antimorbillo e casi di infezione. Ne ho già scritto in un altro post, ma giova velocemente mettere in fila un’altra serie di grafici e tabelle:

andamento della copertura vaccinale e dei casi di morbillo dal 2004 al 2017

copertura vaccinale in Italia per regione nel 2015

casi di morbillo in Italia nei primi mesi del 2017

correlazione tra copertura vaccinale nel 2015 e casi di morbillo nel biennio 2016-2017

tassi di vaccinazione e casi di morbillo in quattro paesi europei dal 2011 al 2014 http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/06/04/il-morbillo-e-in-aumento-perche-si-vaccina-meno/1744212/

 

3. Tutto questo non vuole significare che i vaccini non siano importanti. Vuol significare che è forse il caso di parlarne con calma, senza proclami e anatemi, dichiarazioni di guerra e gogna e di non sopravvalutarne la funzione e l’efficacia. Parliamone. Distinguiamo. Diamo a ciascuno il suo.

Ma non qui. L’ho già scritto: questo post non ha come tema i vaccini e la loro necessità o meno.

4. Questo post riguarda il governo mondiale. E qui mi cito:

<Inizio citazione>

Il decreto-legge del 19/05 è l’attuazione di una strategia decisa nel settembre 2014 a Washington, che sfrutta una pseudo-emergenza, quella dell’aumento dei casi di morbillo nei primi tre mesi del 2017.

Il 26 settembre del 2014

il ministro della Salute Beatrice Lorenzin è  intervenuta alla Casa Bianca invitata dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama al summit mondiale su “Global Health Security Agenda” dove si discute di sicurezza e delle emergenze in tema di salute. In particolare si affrontano le problematiche degli agenti infettivi, sia microbici che virali, della loro sorveglianza e di come combatterli, incluso il problema della resistenza anti microbica, considerata un problema prioritario dall’Organizzazione mondiale della sanità. (vedi qui)

In questo contesto

È stata formalizzata la leadership dell’Italia nel campo delle immunizzazioni, …; in una parola spetterà al nostro Paese predisporre i piani strategici di implementazione, comunicazione e monitoraggio sulle vaccinazioni nelle varie parti del mondo, in particolare per la prevenzione di quelle malattie infettive che possono causare anche estese epidemie. Importantissimo viene considerato l’aspetto educativo e di comunicazione nei confronti delle persone a favore delle vaccinazioni, a cominciare dal morbillo, attraverso campagne di informazione per le  immunizzazioni. (vedi qui)

Insomma, il ministro Lorenzin, davanti al presidente Obama e ai ministri della salute di altri 44 paesi (ma soprattutto davanti al presidente Obama) impegna l’Italia a livello internazionale a estendere la copertura vaccinale nel mondo, e prima di tutto in Italia, soprattutto contro il morbillo.

Interessante anche la giustificazione che il ministro dà all’iniziativa in un comunicato dell’AIFA a seguito del summit di Washington:

Il nostro Paese si trova al centro dell’area mediterranea e le molte crisi internazionali hanno portato a nuovi imponenti flussi migratori. È necessario rafforzare i controlli nei confronti di malattie endemiche riemergenti come polio, tubercolosi, meningite o morbillo. Se vogliamo evitare il collasso dei sistemi sanitari del Vecchio Continente dobbiamo rafforzare i processi di vaccinazione verso tutte le persone che vivono in Europa.

<fine citazione>

Stando alle parole del ministro le vere ragioni del decreto-legge sono legate alle conseguenze delle politiche destabilizzatrici di americani, inglesi e francesi nell’Africa settentrionale e in quella sub-sahariana, politica che non si prevede di invertire e che ha messo, mette e metterà in moto masse enormi di umanità disperata con l’Italia quale destinazione geograficamente privilegiata. Processo che evidentemente non si vuole fare nulla per controllare e stabilizzare. Certo, lei non la mette così. Per lei probabilmente le crisi internazionali arrivano così, come arriva un temporale o una nevicata. Ma il senso è quello lì.

La seconda ragione si incrocia con quella economica dell’austerità, del “non ci sono i soldi”, e della necessità di fare comunque avanzo di bilancio per gettare ogni anno, costi quel che costi, buona polpa di genuina carne italiana nelle fauci dei creditori. E se devi fare avanzo di bilancio, i soldi che metti lì li devi togliere da là. E quindi non può essere che aumentino contemporaneamente le necessità di spesa sia lì che là. E dal momento che io non ho le chiavi per decidere su quanto spendere lì (lì si dovrà spendere quanto necessario) metto tutte le mie energie per spendere di meno là. “lì” sono i costi derivanti dagli “imponenti flussi migratori” determinati dalle “molte crisi internazionali”, “là” sono le spese del servizio sanitario nazionale. Una bella passata di vaccini costa meno al sistema sanitario nazionale di un presidio sanitario capillare, presente, efficiente, di qualità. Una bella passata di vaccini rende la popolazione più resistente a condizioni ambientali e sanitarie generali che si prevedono sempre più in peggioramento. Una bella passata di vaccini costa molto meno di politiche di sviluppo che diano lavoro, distribuiscano servizi, aumentino il benessere e la sicurezza. Come galline in un allevamento sovraffollato. Vedrete: cominceremo a beccarci l’uno con l’altro.

5. Ma la terza, vera ragione, è che questo è ciò che vuole l’imperatore, che ha i suoi disegni e progetti di guerra globale in cui l’Italia non  conta nulla ed è previsto che esegua gli ordini a puntino. È significativo a questo proposito l’interventismo della capitale dell’impero sulla vicenda, che evidentemente è strategica per i suoi piani, attraverso la grancassa della presstituta italiana (che anche in questa vicenda esibisce il suo solito autorazzismo ai limiti dell’infamante: non informano, lavorano per lo straniero), prima trattando l’Italia e gli Italiani neanche fossero gli abitanti rimasti sulla terra del film di fantascienza Elysium:

 

poi intervenendo pesantemente (attraverso l’utilizzo della maitresse  della loro presstituta, ripresa con abbondanza di scodinzolamento dalla presstituta nostrana; del resto, l’unica funzione dell’editoriale era quella: essere ripreso dalle sorelle di mestiere italiane) contro una possibile opposizione organizzata al decreto, stoppando preventivamente l’unica forza che avrebbe potuto organizzarla sia dentro che fuori il palazzo (un avvertimento inutile, del resto, visto il cambio di pelle di M5S ormai tutto teso alla governabilità e alla moderazione):

 

6. Il decreto legge è stato pubblicato il 7 luglio sulla Gazzetta Ufficiale. È solo uno dei tanti provvedimenti nati in uno dei tanti centri da cui dipende il nostro paese, centri che prendono decisioni che ci riguardano in prima persona, e su cui non ci possiamo mettere neanche la punta estrema del nostro becco. Queste decisioni sono poi passate all’organo “amministrativo” esecutivo, vale a dire il nostro governo, che in quanto tale non deriva la sua legittimità dal popolo, bensì risponde a una catena di comando che va dall’alto verso il basso: da Washington o da Bruxelles/Berlino a Roma. Il governo deve semplicemente trovare il modo più efficace e indolore di applicare il provvedimento. In questo è supportato da una macchina mediatica che lavora in perfetto accordo e coordinazione, e che controlla con efficacia l’opinione pubblica. L’effetto è che appena uno solleva qualche minimo dubbio sulla questione vaccini, è subito etichettato quale complottista. Lo spirito gregario fa il resto. Non c’è che dire: sono bravi e rodati.

7. Per tutti coloro che non si vogliono arrendere al decreto c’è un’ultima opportunità, un’ultima zona libera dall’influenza manipolatoria dei media italiani. Si trova lì, nelle valli tra le alte vette delle Dolomiti e delle Alpi poste tra Italia e Austria. Lì hanno votato all’unanimità contro le misure coercitive previste dal decreto sui vaccini.

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